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I QUATTRO ERRORI DI PIOLI

 © Massimo Sestini

Stefano Pioli mi piace. Come persona e come allenatore. Lo ripeto per la millesima volta per sgombrare il campo da possibili equivoci. Ma anche lui può sbagliare. E contro la Samp ha sbagliato. Il tecnico viola è il primo responsabile di una partita disastrosa, chiusa con un risultato disastroso. Se dovessi valutare dalla gara di Marassi direi che la Fiorentina può mettersi il cuore in pace: non tornerà in Europa. Ma prima di arrendermi voglio aspettare ancora qualche partita. Ne riparliamo, di questo tema, dopo la sfida contro la Juve. Ma torniamo a Samp-Fiore e agli errori di Pioli. Io ne ho visti quattro, tutti da matita rossa:

1) Spero di non vedere mai più Federico Chiesa obbligato a fare il terzino in un modulo a tre, lui è l’attaccante più pericoloso della Fiorentina non solo per i gol che può segnare ma anche per la capacità che ha di mandare in confusione le difese avversarie e servire assist ai compagni;

2) Una difesa a tre non può prevedere Laurini che non ha i tempi per questo modulo, ieri nel primo tempo Quagliarella è sempre andato a cercare l’ex dell’Empoli proprio perché era chiaro dove stava il punto debole e in più Pezzella non funziona bene da centrale, insomma un disastro totale;

3) La Sampdoria ha la sua forza nel centrocampo e la  Fiorentina ha reso ancora più evidente questo suo valore inserendo Eysseric che ha dimostrato, una volta di più, di essere un trequartista; di sicuro non poteva essere lui a sostituire lo squalificato Veretout;

Copyright Massimo Sestini

4) Mi arrendo a Babacar e alla sua incapacità di sfruttare le occasioni che ogni allenatore della Fiorentina gli regala su un piatto d’argentino, ogni volta che viene schierato da titolare El Kouma diventa lento, banale, quasi irritante nel suo trotterellare senza fame in mezzo al campo, e stavolta ha fallito anche Simeone incapace di realizzare in partenza un gol che qualsiasi bomber vero avrebbe messo a segno.

Così è. Purtroppo. Ora la Fiorentina deve voltare subito pagina. Per tornare a pensare all’Europa servono almeno sette punti nelle prossime tre partite. Difficile, anzi difficilissimo ma non impossibile.

 

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