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OGGI CI SENTIAMO TUTTI PIU’ SOLI

Il suo sorriso andava dritto al cuore. E ti portava nella sua dimensione. Davide Astori non era solo un grande calciatore. Lui era qualcosa in più. Era un uomo leale, altruista, capace di ascoltare. Sempre pronto a dare. Si sentiva fortunato. Perché stava con l’amore della sua vita, perché poteva perdersi negli occhi della piccola Vittoria, perché faceva il mestiere che aveva sognato fin da bambino. E allora per lui era normale cercare di restituire qualcosa a chi aveva meno. Non c’era iniziativa a scopo benefico che non lo vedeva in prima fila. Si spendeva con anima e cuore per aiutare fondazioni nel mondo del sociale ma anche per venire incontro alla gente comune. Una maglia, un autografo, un selfie. Un momento di gioia da regalare a chi bussava alla sua porta. Questo era Davide Astori. Un grande calciatore che, fuori dal campo, diventava un campione. Ora che non c’è più resta un grande vuoto. Che parte da Firenze e rimbalza in ogni angolo d’Italia. Normale che il campionato si sia fermato. Chi lo ha conosciuto non lo ha dimenticato. Come hanno detto alcuni suoi compagni di calcio: <vanno via sempre i migliori>. E verrebbe da aggiungere che tutto questo è profondamente ingiusto. <Ciao capitano, eri una persona perbene>. Lo hanno scritto sui vari social campioni e gente comune. Dentro il suo mondo ci stavano tutti. Davide non hai mai fatto distinzioni tra Totti o Buffon e il tifoso che magari incrociava al bar e si lamentava, con educazione, per quel gol subito dalla difesa della Fiorentina. Il sorriso incantato di Davide faceva sbollire qualsiasi amarezza. Caro Davide da domenica pomeriggio ci sentiamo tutti più soli.

Il Salotto Viola

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